La storia del Taj Mahal affonda le radici in una leggenda dolcissima.

Entrare nel meraviglioso complesso del Taj Mahal, una delle sette meraviglie del Mondo Moderno, ti farà tirare un profondo sospiro di sollievo. 

Non vorrei distruggere il mito della spiritualità indiana, ma l’India del Nord è sovrappopolata, inquinata e decisamente caotica.

La famosa corona che solitamente si disegna percorrendola da est a ovest, da Calcutta a Nuova Delhi passando da Varanasi e da Agra (la città che ospita il mausoleo), è una zona del mondo purtroppo molto povera. Ed è una povertà tra le peggiori e con pochissime vie di uscita: quella urbana.

 

tah mahal storia e leggenda zingaro di macondo

Uno dei tanti suggestivi volti indiani – Zingaro di Macondo –

 

Quando entrerai nel complesso ti sentirai affondare in una calma inusuale: niente auto, niente frenetici tuk tuk e nessun rumore. 

E così la leggenda del Taj Mahal inizia appena si varcano le soglie di questo tempio, silenzioso e perfettamente candido, quando tutto “là fuori” è caos e movimento.

Ovviamente tutta la zona esterna al Taj Mahal destinata ai parchi è pedonale e l’unico “fastidio” sarà rappresentato dalle guide improvvisate che ti mostreranno tenerissimi pezzi di carta. Ti faranno leggere quella scritta a pennarello, “Offcial Guide”, per loro motivo di grande orgoglio.

 

Il Taj Mahal storia

 

è una lacrima di marmo poggiata sulla guancia del tempo.

Rabindranath Tagore

 

Benché questa meraviglia architettonica non si perda nella notte dei tempi (la sua costruzione terminò “solo” nel 1654), sono ancora numerosi i dubbi circa le sue vere origini.

La storia del Taj Mahal è circonfusa da aloni leggendari difficili da distinguere rispetto alla versione ufficiale.

 

taj mahal storia di una delle 7 meraviglie del mondo moderno-zingaro di macondo

Il Taj Mahal e i suoi colori.

 

Con tutta probabilità fu l’imperatore moghul Shah Jahan a ordinarne la costruzione.

Pare che davvero fosse innamorato e ricambiato della terza moglie, tanto che i due si dedicarono a figliolare come se non ci fosse stato un domani.

Durante il quattordicesimo parto, l’amata Mumtaz Mahal (altrove chiamata con il suo nome persiano: Arjumand Banu Begum) morì.

Si dice che l’imperatore impazzì dal dolore, ma probabilmente qui entriamo nella leggenda.

 

riproduzione artistica

La bellezza del Taj Mahal è fonte di ispirazione per numerosi artisti sparsi per il mondo.

 

Shah Jahan aveva fatto una promessa alla sua bella: quella di farle costruire il mausoleo più bello al mondo nel caso in cui lei non gli fosse sopravvissuta. 

L’imperatore ha decisamente mantenuto la promessa: il Taj Mahal è un’opera “perfetta” che ti lascerà a bocca aperta appena entrerai nei giardini, attraverso una delle tre porte.

Shah Jhan fece completare in soli 22 anni (dal 1632 al 1654) questo capolavoro di architettura musulmana, uno degli edifici ancora oggi più belli al mondo.

Adesso devo spezzare l’idillio. Ma solo per un attimo, promesso. 

Accennerò, solo di sfuggita, al dark side di questa storia: una costruzione del genere, terminata in così breve tempo, è prova del fatto che gli operai furono sottoposti a regimi di lavoro a dir poco massacranti, a maggior ragione se teniamo conto del fatto che l’opera fu titanica in ogni suo aspetto: i materiali, pregiatissimi, arrivarono da ogni parte dell’India e persino dall’estero: i zaffiri dallo Sri Lanka, i lapislazzuli dall’Afghanistan e i cristalli addirittura dalla Cina.

Come se non bastasse, ma quasi sicuramente torniamo nel perimetro della leggenda, si dice che il pazzo Shah Jahan fece tagliare tutte le mani ai suoi oltre 20.000 operai affinché non fossero in grado di replicare un’opera così monumentale.

il marmo e l’amore

 

Ho sempre pensato che nel Taj Mahal, tra un lapislazzulo e l’altro, sia incastonato il significato dell’amore in tutte le sue sfumature.

Questo sentimento è talmente potente, talmente esuberante e totalizzante, che alle volte si trasforma nel suo esatto contrario.

La storia, la leggenda e la perfetta struttura del mausoleo, evocano la follia e la dolcezza del sentimento “per eccellenza”, quello decantato da poeti, scrittori e filosofi di ogni parte del mondo. 

 

Taj Mahal storia e leggenda zingaro di macondo

Il Taj Mahal al tramonto. Un momento davvero magico per ammirarlo.

 

L’amore dovrebbe essere felicità allo stato puro, ma in realtà può trasformarsi in dolore, tormento e delusione.

Un sentimento tanto delicato, come delicato fu il matrimonio tra l’imperatore e la sua bella, quanto terribile, come terribile fu il leggendario taglio delle mani dell’imperatore folle.

Quando guarderai il Taj Mahal prova a pensare a tutti i delitti, a tutte le follie commesse per amore, ma anche ad ogni parola sussurrata e ad ogni poesia che hanno immerso le loro radici in questo sublime sentimento.

Vedrai che il Taj Mahal te ne parlerà in perfetto silenzio.

Il Taj Mahal secondo me non è un semplice mausoleo. Il Taj Mahal è un’opera che racconta attraverso la sua purezza e la sua perfezione, un lato decisamente importante dell’intera umanità.

 

Taj Mahal stilizzato Zingaro di Macondo

Il Taj Mahal in una rappresentazione stilizzata

 

Il mausoleo è triste e allegro al tempo stesso: nella sua purezza si scorge l’amore privo di condizioni dell’imperatore nei confronti della moglie, la loro enorme passione, ma contemporaneamente il suo aspetto vagamente decadente, con i suoi marmi che riflettono una luce mai troppo viva, ha qualcosa di indissolubilmente legato ai tanti misfatti d’amore dell’umanità.

 

la storia recente del Taj Mahal

 

Incredibilmente il Taj Mahal fu dimenticato per lungo tempo, totalmente abbandonato al suo destino.

Finché al termine dell’XIX secolo, gli inglesi che all’epoca governavano l’India, si resero conto che il monumento era talmente bello che l’incuria era un peccato mortale.

Qualcuno aveva pensato addirittura di demolirlo, al fine di recuperare i marmi e le pietre preziose.

 

                                                               Non solo Taj Mahal

Molte altre strutture, oggi universalmente riconosciute come capolavori, hanno rischiato la stessa fine: ad esempio la tour Eiffel ha rischiato la demolizione proprio negli stessi anni…

 

Fortunatamente oggi il Taj Mahal viene coccolato come si conviene: viene combattuto persino l’inquinamento urbano attraverso ripetuti lavaggi e interventi tecnologici di ultima generazione.

Nonostante questo il marmo originariamente bianchissimo, sta ingiallendo piuttosto velocemente.

Il Taj Mahal ci parla di una storia senza tempo, di Shah Jahan e di sua moglie Banu Begum, del loro amore, della vita e della morte, del triste sospirare di ogni innamorato a cui sia stato sottratto il sangue dalle vene, ci racconta di passioni mai sopite o mal sopite.

Ma in un certo senso ci parla anche della gioia per un’esistenza che non può essere casuale: una bellezza così perfetta non può venire solo dall’uomo. 

Il Taj Mahal, in fondo in fondo, ci dice una sola cosa e per giunta estremamente semplice: la vita ha un senso soltanto: quello dell’amore.

Ma attenzione a non esagerare.

 

info e consigli per la tua visita

 

Il biglietto di ingresso riservato ai turisti costa 1.000 rupie (circa 11 euro) e dà diritto ad un biglietto “salta fila” chiamato VIP. Le persone del posto pagano 40 rupie, ma devono spesso fare la coda.

Le porte di ingresso sono tre: ovest, est e sud. Non importa molto da dove entrerai, ti consiglio di fare il giro completo in ogni caso. Le fotografie che scatterai saranno molto diverse a seconda dell’angolatura e dell’orario. Un’altra magia del Taj Mahal, mai uguale a se stesso.

La porta Est e la porta Ovest aprono alle 6.30, mentre quella Sud alle 08.00.

Alzati presto, questo uno dei consigli migliori che io possa darti. Sia perché eviterai la ressa per il biglietto, sia perché all’alba i marmi del Taj Mahal assumono tonalità incredibili; purtroppo la foschia dovuta all’inquinamento urbano o la nebbia sono abbastanza frequenti, nel qual caso la tua levataccia sarà stata purtroppo inutile.

L’eventuale ressa che troverai all’esterno non dovrà preoccuparti; il complesso è talmente grande che dentro c’è posto davvero per tutti.

Qualche guardiano un po’ troppo zelante potrebbe decidere di non farti entrare con la tua videocamera, ma solitamente il problema non sussiste.

Se vuoi visitare il complesso con una guida richiedila tassativamente al momento dell’acquisto del biglietto. All’interno rischi di trovare guide non ufficiali che si limiteranno a dirti che il Taj Mahal è legato all’epoca Moghul…

Considera due ore per una visita veloce, ma il mio consiglio è di dedicare circa mezza giornata a questa meraviglia dell’umanità.zingaro di macondo